GESTIONE DELLE CARCASSE, CENTRI DI RACCOLTA E MISURE DI PREVENZIONE DELLA PESTE SUINA AFRICANA
L’Ambito Territoriale di Caccia Reggio Calabria 1, in vista dell’organizzazione della stagione venatoria 2026/2027, ritiene necessario fornire alle squadre di caccia al cinghiale in braccata un preciso indirizzo in materia di gestione sanitaria dei capi abbattuti. Occorre innanzitutto chiarire un aspetto fondamentale: l’avvenuta uscita della Calabria dalle zone soggette a restrizione per Peste Suina Africana (PSA) non determina la cessazione delle misure di prevenzione, sorveglianza e biosicurezza previste dalla normativa nazionale. Le vigenti Ordinanze del Commissario Straordinario alla Peste Suina Africana, infatti, contemplano espressamente misure rivolte anche ai territori indenni da PSA, tra i quali rientra attualmente la Regione Calabria. Ne consegue che lo status di territorio indenne non può essere interpretato come un ritorno ad una gestione dei cinghiali abbattuti priva degli standard di biosicurezza e di controllo sanitario sviluppati nel corso dell’emergenza. A tale disciplina deve essere affiancato il DCA della Regione Calabria n. 245 del 21 settembre 2023 e relativo Allegato A, che regolamenta la gestione sanitaria dei cinghiali selvatici abbattuti.
L’INDIRIZZO DELL’ATC RC1
Dalla lettura coordinata del DCA n. 245/2023, delle vigenti Ordinanze commissariali PSA e della disciplina regionale della caccia al cinghiale, emerge con chiarezza un modello gestionale che si dirige verso la disponibilità sul territorio di punti strutturati per la gestione delle carcasse – case di caccia/centri di raccolta – preventivamente sottoposti alle procedure sanitarie di competenza dell’ASP e dotati di adeguati sistemi di refrigerazione. È questo il modello organizzativo che l’ATC RC1 intende perseguire con decisione. L’obiettivo è pertanto quello di fare in modo che le squadre di caccia al cinghiale in braccata operanti nell’ATC RC1 si dotino o abbiano concretamente a disposizione un punto di gestione delle carcasse preventivamente verificato e registrato presso la competente ASP e dotato di cella frigorifera, nel quale possano essere correttamente gestiti i capi abbattuti e svolti gli adempimenti sanitari previsti. Le disposizioni commissariali PSA e il DCA Calabria n. 245/2023, considerate unitariamente, delineano infatti un sistema nel quale la corretta gestione della carcassa dopo l’abbattimento rappresenta parte integrante della strategia sanitaria e di biosicurezza. In tale sistema assumono particolare rilevanza la disponibilità di strutture idonee, la refrigerazione delle carcasse, gli accertamenti sanitari, la corretta gestione dei visceri e dei sottoprodotti e la tracciabilità dei capi.
L’OBIETTIVO PER LE SQUADRE DI BRACCATA
Per queste ragioni, l’ATC RC1 indica quale obiettivo organizzativo prioritario per la caccia al cinghiale quello di arrivare alla disponibilità, da parte delle squadre, di case di caccia/punti di gestione o Centri di raccolta conformi alle disposizioni sanitarie, preventivamente sottoposti alla competente ASP e dotati di cella frigorifera. Pertanto, le squadre di nuova costituzione sono invitate ad attivarsi per tempo, al fine dell’adeguamento ed alla regolarizzazione delle strutture destinate alla gestione dei capi abbattuti.
